Il lupo sul violoncello

Il lupo (noto come wolf tone in inglese) è un fenomeno che si verifica quando la risonanza naturale della cassa armonica del violoncello è eccitata dall’esecuzione di una corda alla stessa frequenza (di solito compresa tra la nota re e la nota sol).

Il fisico indiano, vincitore del Nobel nel 1930 per la scoperta di un fenomeno fisico che porta il suo nome, Chandrasekhara Venkata Raman nel 1916 spiegò il meccanismo alla base del lupo, che ha come effetto una emissione sonora disturbata e sgradevole:

“L’effetto dipende dal fatto che, quando la pressione dell’arco è inferiore a un certo valore critico, il principale modo di vibrazione della corda in in cui la nota fondamentale è dominante non è in grado di essere mantenuto e si trasforma in uno in cui l’ottava è prominente.

Quando l’arco mette la corda in vibrazione, lo strumento è fortemente eccitato per risonanza simpatica e il rateo di dissipazione dell’energia aumenta rapidamente e continua ad aumentare oltre il limite fino al quale l’arco può mantenere la corda nel normale modo di vibrazione.

La forma di vibrazione della corda si trasforma quindi in una in cui la la fondamentale è debole rispetto all’ottava. In seguito a ciò, l’ampiezza della vibrazione della tavola diminuisce, ma questo cambiamento è in ritardo rispetto a quello della corda in misura considerevole (un quarto di ciclo).

Quando il rateo di dissipazione di energia scende nuovamente al di sotto del valore critico, la corda inizia a riacquistare la sua forma originale di vibrazione con la fondamentale dominante. Questo è seguito, dopo un intervallo, da un nuovo aumento della vibrazione della tavola, e il ciclo poi si ripete all’infinito.”

Stato dell’arte

Quando un violoncello presenta il fastidioso fenomeno del lupo, ci sono vari rimedi più o meno empirici, e più o meno efficaci.

Esistono due macro categorie

La maggior parte dei dispositivi anti-lupo sono applicati nella porzione di corda compresa tra il ponticello e la cordiera, e quindi interferiscono direttamente con la sorgente di energia, ovvero l’eccitazione vibrazionale data dall’archetto alla corda.

Tali dispositivi da applicare sulle corde possono essere di 4 tipi:

  • ad effetto inerziale (aggiunta di massa rigida su una singola corda, come il LupX, )
  • ad effetto smorzante accordato (aggiunta di una massa appesa a un’asta, sistema che ha una frequenza naturale che va accordata sul tono del lupo. Lo smorzamento è dato dal coefficiente di smorzamento del materiale dell’asta. Güth Wolf Eliminator)

Alternativamente, è possible intervenire direttamente sulla tavola, andando a posizionare nei punti di massima vibrazione alla frequenza del lupo delle masse o dei sistemi smorzanti, o tuned mass dampers (TMD).

Esistono sistemi che fanno uso di magneti per l’ancoraggio alla tavola, e di un sistema di magneti sospesi oscillanti per permettere la vibrazione della massa accordata (Krentz Modulator o Cello Wolf Rehabilitator).

Altri invece in cui una o più lamine metalliche sostengono delle masse oscillanti accordate, che però vanno comunque montate internamente (Güth Wolf resonator, che richiede l’apertura della cassa e l’installazione da parte di un liutaio) o esternamente alla tavola (Wolf Terminator, tramite incollaggio esterno con biadesivi).

Il problema più sentito di questi ultimi sistemi da applicare sulla tavola è legato prima o poi in un’usura locale della vernice.

Stato dell’arte

La mia esperienza

Dopo avere provato quasi tutti i tipi di soppressori di lupo, ho trovato che quello di tipo inerziale è il più efficace e non altera il suono né muta l’emissione sonora.

Il problema è trovare il peso ottimale della massa, in quanto i vari costruttori vendono pesi da 4 a 12 grammi per il violoncello e da 12 a 30 grammi per il contrabbasso. Di certo non si possono comprare tutti per sapere quale siano i pesi che il nostro strumento necessita.

Ho trovato allora questa soluzione che vi suggerisco.

Ho composto delle masse variabili come pile di piccoli magneti cilindrici al neodimio, che si stringono sulla corda stessa. Aggiungendo altri magneti ai primi due (necessari per vincolare la massa alla corda) ho trovato il peso della massa giusta.

In particolare, per il violoncello ho scoperto che i magneti di dimensione Ø15 mm x 2 mm

hanno un peso da 2.5 g: si possono avere quindi le seguenti combinazioni di 5 g, 7.5 g e 10 g.

Per il contrabbasso i magneti più adatti sono Ø18 mm x 3 mm che hanno un peso di 5.5 g. Le combinazioni sono 11 g, 16.5 g, 22 g, 27.5 g.

Alla fine sul mio violoncello (che aveva il lupo sulla nota fa su due corde G e D) ho dovuto mettere 8 g sul G e 4 g sul D.

Sul mio contrabbasso accordato per quinte (C G D A) ho messo 22 g sulla corda A (il lupo è passato dalla nota la sulla corda aperta A al sol# sulla corda D) e 11 g sulla corda D.

Come ho già scritto, il timbro non ne ha risentito.