Ebony? No thanks!

La lezione di Stradivari riportata dal Sacconi
Stradivari’s lesson reported by Sacconi

A pagina 137 del libro “I segreti di Stradivari” di Ferdinando Sacconi, si dice che l’obiettivo era avere una tastiera leggera costruita in salice (densità pari a 500 kg/m3 circa), rivestita lateralmente di acero (densità simile a quella del salice), e solo lastronata nella zona esposta alla tastatura delle corde con ebano (densità pari a 1500 kg/m3).

On page 137 of the book “The Secrets of Stradivari” by Ferdinando Sacconi, it is said that the aim was to have a lightweight fingerboard made of willow (density approximately 500 kg/m3), covered on the sides with maple (density similar to that of willow), and veneered only in the area exposed to the fretting of the strings with ebony (density equal to 1500 kg/m3).

È chiaro che avrebbe potuto fare una tastiera interamente in ebano, ma Stradivari aveva scelto di proposito un legno completamente diverso (il salice che è uno dei legni più leggeri dopo l’abete), limitando l’ebano solo alla lastronatura. Pur riconoscendo all’ebano la doppia caratteristica di funzione estetica e di resistenza all’usura, lo ha evitato deliberatamente per la realizzazione del corpo della tastiera.

A pagina 143, il Sacconi spiega in maniera puntuale il motivo di tale scelta, ovvero che la tastiera pesante fa da sordina allo strumento.

It’s clear that he could have made a fingerboard entirely of ebony, but Stradivari purposely chose a completely different wood (willow, one of the lightest woods after fir), limiting the ebony to the veneer. While acknowledging ebony’s dual qualities of aesthetics and wear resistance, he deliberately avoided it for the body of the fingerboard.

On page 143, Sacconi explains in detail the reason for this choice: that the heavy fingerboard acts as a damper for the instrument.

The unsustainability of ebony

Tastiere e cordiere in legni autoctoni